LA NOSTRA STRUTTURA

Casa di pronta accoglienza per bambini e bambine
da 0 a 6 anni di età
"Suor Francesca Giannetto"



...."I Bambini sono cittadini che hanno il diritto e le capacità di migliorare sia la loro vita che quella della comunità dove vivono. La partecipazione dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti come soggetti attivi, nei processi di cambiamento che coinvolgono l'intera collettività, rappresenta l'elemento nuovo e dinamico capace di ridefinire i modelli culturali e sociali dell'intera comunità"....

PREMESSA

La Casa di Pronta Accoglienza "Sr.Francesca Giannetto" nasce da un'idea dell'associazione di volontariato "Una famiglia per amico". L'Associazione, costituitasi nel settembre del 1999, è sorta grazie ad un percorso formativo promosso dall'amministrazione comunale di Messina e dalla volontà di un gruppo di famiglie che, in prima persona, hanno vissuto l'esperienza dell'affido familiare.
Gli scopi su cui si fonda l'Associazione sono:
- promozione della cultura dell'affidamento familiare,
- sostegno e valorizzazione genitoriale delle famiglie affidatarie e delle famiglie d'origine,
- formazione di persone disponibili all'accoglienza.
Per realizzare questi scopi, l'Associazione collabora stabilmente con le Istituzioni, gli Enti locali ed in particolare con il Centro Affidi del distretto D/26.
Nel 2003 l'Associazione ha elaborato la "carta dell'affidamento familiare", dichiarazione di intenti per le "buone prassi" per la promozione, l'attivazione e la gestione degli affidamenti etero familiari nel territorio del comune di Messina e provincia. La carta è stata presentata, nel medesimo anno, a tutti gli enti ed istituzioni che hanno competenza sull'istituto dell'affido familiare o che seguono minori con forme di affidamento giudiziale (previsto dal tribunale). L'Associazione collabora stabilmente con la Caritas diocesana di Messina, il Tribunale per i minorenni, l'Assessorato comunale alle politiche sociali, i servizi sociali dell'Ausl e del comune di Messina.
Fine dell'Associazione è offrire un aiuto concreto ai bambini, ma anche un adeguato sostegno ai loro genitori; infatti, tra gli scopi di questa, vi è il sostegno alle famiglie che a causa della loro condizione personale, sociale ed economica vivono una situazione di disagio tale da comprometterne le capacità genitoriali.
Come nasce l'idea della Casa e perchè?
La Casa è nata dal desiderio e dalla volontà di aiutare sia i bambini sia i genitori che vivono una situazione di momentaneo disagio. In tale luogo si è inteso offrire forme di accoglienza competenti e calorose in grado di favorire lo sviluppo armonioso del bambino e/o prevenire e/o sostenere problematiche e patologie legate al deficit di cura.
Aiutare le famiglie nella delicata fase di crescita del bambino, garantire loro l'accessibilità ai servizi ed il reperimento delle risorse è servito anche a rendere più consapevole e partecipe l'intera comunità locale rispetto ai diritti dei bambini ed ai problemi legati alla povertà ed alla ingiustizia.
L'Idea della casa è nata, inoltre, dall'esigenza di promuovere nella comunità locale una adeguata attenzione nei confronti dei bambini e del loro naturale diritto di crescere in un ambiente familiare idoneo allo sviluppo psico-fisico e sociale.
Dalle ricerche condotte sul territorio si è evinta l'importanza di creare una struttura che rispondesse sia alle esigenze introdotte dalla nuova normativa relativa all'istituto dell'affidamento familiare (l.149/2001), sia all'esigenza di creare strutture idonee a favorire la deistituzionalizzazione dei minori con età compresa tra i 0 a 6 anni.
Si è pensato, inoltre, che all'interno di un luogo neutro si potessero promuovere concrete forme di accoglienza ed esperienze di auto-organizzazione di reti sociali solidali e di cooperazione tra e/o per le famiglie.
Tappe di avvicinamento alla casa e studio delle politiche sociali territoriali La realizzazione del progetto e l'individuazione di un luogo adatto alla struttura da destinare a questo tipo di esperienza, hanno richiesto un approfondito studio della normativa di settore e delle politiche sociali territoriali. In particolare, si è inizialmente condotta una ricerca sul territorio volta a far emergere la presenza di strutture e/o comunità per minori. Da tale ricerca è emerso che sono presenti nella città di Messina diversi centri di aggregazione, comunità residenziali e/o semi residenziali, luoghi di incontro per minori, ma è apparsa evidente la carenza di strutture idonee all'accoglienza di minori (0/6 anni) in difficoltà. Come specificato dalla l. 149/2001 "i minori, con fascia di età compresa tra i 0 e 6 anni, che momentaneamente devono essere allontanati dal proprio nucleo d'origine, devono trovare accoglienza o presso una famiglia o presso una comunità di tipo familiare, dove, sia i rapporti interpersonali che l'organizzazione interna della medesima siano simili a quella di una famiglia", ciò al fine di garantire ai bambini un ambiente idoneo per un adeguato sviluppo psico-fisico.
La normativa di riferimento utilizzata è stata:
- Legge n. 149/2001 "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori"
- Legge n. 328/2000 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"
- Legge Regionale Siciliana n. 10/2003 "Norme per la tutela e la valorizzazione delle famiglie"
- Legge Regionale Siciliana n. 22/1986 "Riordino dei servizi e delle attività socio-assistenziali in Sicilia".
Grazie al sostegno della Congregazione Religiosa delle Figlie di Maria Immacolata, che sin dalla sua costituzione si è occupata di minori in stato di difficoltà, si è individuato presso l'istituto S. Brigida di Messina, un locale che, con gli opportuni adeguamenti, potesse rispondere all'esigenze progettuali.
La ristrutturazione di tale luogo e l'esigenza di dare una risposta concreta ed immediata alle difficoltà della cittadinanza più debole, hanno reso necessario, anche in questo caso, la ricerca e lo studio della normativa di riferimento e quindi la possibilità di indirizzare l'Associazione verso la concretizzazione di lavori specifici per la realizzazione della Casa di Pronta Accoglienza.
La normativa utilizzata è stata la seguente:
- Decreto Presidenziale 28/05/1987 "Regolamento tipo sull'organizzazione dei servizi socio-assostenziali".
- Decreto Presidenziale 29/06/1988 "Standards strutturali ed organizzativi dei servizi e degli interventi socio-assistenziali previsti dalla legge regionale n. 22 del 09/05/1986".
- Decreto Presidenziale 26/05/2006 "standard strutturali ed organizzativi della tipologia di servizio denominata "Casa famiglia" relativa alla sezione minori dell'albo di cui all'art.26 della legge regionale n. 22 del 09/06/1986.
- Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 34 06/08/1998.
- Regione Siciliana Circolare assessorato agli Enti Locali n.1 del 05/03/1997 "Albo regionale delle istituzioni assistenziali pubbliche e private di cui alla l. regionale n. 22 del 09/06/1986.revisione. Nuovi - Legge regionale Sicilia n. 22 del 09/06/1986 "Riordino dei servizi e delle attività socio-assistenziali in Sicilia".
- Regione Siciliana Circolare assessorato agli Enti Locali circolare n. del 17/02/2003 "Autorizzazione per l'esercizio di attività connesse alla gestione di strutture residenziali
- Comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza delle generalità delle persone alloggiate-Presenze di utenti paganti in proprio all'interno di strutture convenzionate non aventi finalità lucrative-Standards per strutture private iscritte agli albi comunali".

L'EQUIPE

L'Associazione ha scelto di fondare il progetto d'accoglienza sulla presenza stabile di un gruppo di volontari, adeguatamente formato e supervisionato, e sulla disponibilità di alcune coppie che hanno scelto di condividere con i bambini il loro tempo e la loro capacità di cura. Questo a garanzia di un clima sociale ed affettivo accogliente.
L'Associazione si è avvalsa di un'equipe professionale composta da:
- una volontaria, referente dell'Associazione, responsabile del progetto, esperta di mediazione e di problematiche sociali e giuridiche sui temi del diritto di famiglia e dei minori.
- una assistente sociale, che si è occupata degli aspetti organizzativi generali del servizio, che ha curato il rapporto con le famiglie e con gli attori pubblici e privati.
- Una educatrice con specifiche competenze relazionali e comunicative, che ha avuto il compito di organizzare e gestire le attività educative e ludiche.

- due assistenti all'infanzia, che hanno garantito la cura dei bambini e partecipato alle diverse attività.
Compito dell'equipe è stato, inoltre, quello di istituire e mantenere rapporti costanti e proficui con i servizi sociali e sanitari del territorio, di ri-stabilire i rapporti dei bambini con la famiglia di origine, di favorire l'accesso e l'utilizzo dei servizi socio-sanitari del territorio, di sostenere le famiglie affidatarie.
Nell'ambito dei compiti dell'equipe si è innescato il ruolo dei volontari, i quali, con il loro supporto, si sono messi a disposizione nella cura e nell'accudimento dei minori, nell'affiancamento alle famiglie di origine e in tutte le varie attività organizzate all'interno della struttura, a sostegno dell'utenza.
La costruzione della Rete sociale a supporto dell'iniziativa Da un'ulteriore analisi condotta sul territorio è emerso che nella città di Messina i servizi per i bambini da 0-6 anni non riescono a soddisfare le reali esigenze della cittadinanza: basti pensare che attualmente esistono solo due asili nido comunali. Anche gli spazi pubblici fruibili dai bambini sono inadeguati, così come sono carenti i servizi di sostegno alla genitorialità, soprattutto quando questa viene vissuta in solitudine.
Si è rilevata, inoltre, la presenza sul territorio di numerose famiglie indigenti, italiane e straniere, il cui bisogno primario è quello di consentire alle mamme l'inserimento lavorativo; di conseguenza le attività della casa si sono adeguatamente organizzate in modo da poter rispondere alle esigenze dei suddetti nuclei familiari.
L'avvio dell'attività di pubblicizzazione della struttura ha avuto inizio, nel giugno 2006, con l'inaugurazione della stessa. In tale occasione erano presenti esponenti delle Istituzioni pubbliche e private della città e rappresentanti del terzo settore, ai quali sono state illustrate le attività progettuali e presentata l'equipe professionale.
Si è scelto di far conoscere la struttura mediante alcuni incontri, sia con i dirigenti responsabili dei vari servizi sociali, sia con le assistenti sociali competenti. Sono state effettuate, in loco, delle riunioni in cui, mediante l'ausilio di brochure informative sia della struttura che dell'associazione, sono stati presentati e discussi gli obiettivi e le finalità della struttura. In tali occasioni presenziavano rappresentanti dell'associazione e dell'equipe operante nella casa.
Si è così avviata un'intensa modalità di pubblicizzazione. I comuni capofila contattati sono stati:
- Comune di Lipari, distretto D/25 A.S. Giulia Perfetto.
- Comune di Milazzo, distretto D/27 A.S. Grazia Samparisi.
- Comune di Barcellona, distretto D/28 A.S. Giusy Coppolino.
- Comune di Mistretta, distretto D/29 A.S. Angela Buscami.
- Comune di Patti, distretto D/30 A.S. Angela Ballarino.
- Comune di S.Agata di Militello, distretto D/31 A.S. Graziella Cipitì.
- Comune di Taormina, distretto D/32, A.S. Elena D'Agostino.

Al fine di avviare una collaborazione con i servizi per minori, presenti sul territorio, si è avviata una campagna informativa che prevedeva, anche in questo caso, contatti con i referenti delle varie strutture e l'invio di materiale informativo sia sulla casa che sull'associazione "Una famiglia per amico". Pur essendo presente un certo numero di comunità per minori, come di seguito riportato:
- Soc.Coop.Soc. "Arca 2000 a.r.l"
- Soc.Coop.Soc. "Azione sociale"
- Soc.Coop.Soc. "Futura"
- Soc.Coop.Soc. "C.A.S."
- Soc.Coop.Soc. "Faro 85"
- Soc.Coop.Soc. "Futura"
- Soc.Coop.Soc. "Lilium"
- Soc.Coop. "Nuova Presenza Onlus"
- Soc.Coop.Soc. "Nuove solidarietà"

si è riscontrato che nessuna di questa poteva effettivamente rispondere ai requisiti previsti dalla l. 149/2001 e cioè l'accoglienza di bambini dai 0 ai 6 anni.
Le attività inerenti alla casa sono state presentate, inoltre, presso molte parrocchie messinesi, ciò per rendere note le attività della struttura e per informare la cittadinanza della presenza di un luogo ove promuovere accoglienza e solidarietà.
Le Parrocchie contattate sono state:
- San Nicolò all'Arcivescovado
- San Giuliano
- San Luca
- San Francesco All'Immacolata
- Santa Caterina
- Sant'Andrea Avellino
- S.Maria di Gesù
- S.Pietro e Paolo
- San Francesco di Paola
- S.Maria delle Grazie
- S.Nicola
- SS.Annunziata
- S.Maria della Grazie
- SS.Salvatore
- Madonna delle Lacrime
- S.Clemente.
La pubblicizzazione della struttura continua tutt'oggi ad essere parte integrante delle attività della casa.

L'ALLESTIMENTO DELLA STRUTTURA

La struttura è ospitata in un appartamento messo a disposizione dall'Istituto Religioso S. Brigida. In regola con le più recenti normative, è concepita in modo da fornire ai piccoli un'ospitalità adeguata alle loro esigenze di crescita e di socializzazione. La casa, facilmente raggiungibile poichè sita in una zona centrale della città di Messina, può ospitare un numero massimo di nove bambini; è dotata di un ingresso indipendente, di ampi spazi dedicati alla zona giorno, di cinque camere, di cui quattro adibite al pernottamento degli ospiti ed una utilizzata per le riunioni d'equipe.
Il suo allestimento ha avuto inizio nella primavera del 2006, grazie al valido contributo dei volontari, dei soci dell'Associazione e degli operatori, i quali hanno provveduto alla pitturazione delle camere, alla pulizia dei locali e alla sistemazione del mobilio.
Successivamente si è proceduto alla raccolta e alla sistemazione dei giocattoli e dell'abbigliamento, adeguati alle varie fasce d'età.

FASI DEL PROCESSO DI ACCOGLIENZA

La costruzione di progetti personalizzati, pensati in relazione alle specifiche esigenze del bambino, al suo grado di maturazione ed alle problematiche legate alla famiglia d'origine, è funzionale ad individuare obiettivi e strategie comuni.

FORMAZIONE

Un altro punto fondamentale nel processo metodologico è stata l'attività formativa. Inizialmente si sono svolti una serie di incontri, con cadenza mensile, tenuti dalla psicologa della struttura, fra i single e le coppie che hanno manifestato la loro disponibilità a svolgere attività di volontariato presso la casa e l'equipe integrata.